Il brano di vangelo di quest’ultima domenica di avvento è ben conosciuto: è l’annunciazione. Un angelo, Gabriele, che significa “Forza di Dio”, appare a Maria per chiederle di diventare la madre del Messia. È lo stesso angelo che è apparso a Zaccaria sei mesi prima per annunciargli la nascita di suo figlio Giovanni e prima ancora, verso la fine dell’antico testamento, apparve al profeta Daniele per rivelargli il tempo della venuta del Messia. C’è quindi una continuità tra la promessa e il suo compimento: la presenza di questo angelo, identificato con il suo nome, ci fa capire che a questo punto si compie l’antica profezia ed è finalmente venuto il tempo della venuta del Messia.
È un brano che si incontra più volte durante l’anno, ma questa volta sono stato colpito dalle ultime parole dell’angelo, al v. 37: “nulla è impossibile a Dio”.
Nelle preghiere della Messa, come nel Credo, proclamiamo più volte che Dio è onnipotente, ma oggi anche tra i credenti non sono pochi quelli che provano con un certo disagio nel pronunciare questa affermazione. Qualcuno ha proposto addirittura di parlare della “onnidebolezza” di Dio. È un problema antichissimo: se Dio è onnipotente – ci si chiede – perché non interviene a impedire il male o almeno a porvi rimedio? Non può o non vuole? Se vuole ma non può, non è onnipotente, se può ma non vuole, non è buono.
La Bibbia afferma con assoluta certezza la bontà di Dio, e per quanto riguarda l’onnipotenza la difende con altrettanta fermezza, ma forse non nel modo in cui la pensiamo noi. Per noi, infatti, onnipotenza significa più o meno poter fare tutto quello che si desidera, all’istante e senza sforzo, come fanno i maghi e le fate delle favole con la bacchetta magica. Ma l’onnipotenza di Dio sembra essere diversa, o perlomeno si è manifestata a noi in modo diverso. A volte i miracoli di Dio superano le leggi della natura, come nella gravidanza verginale di Maria o nella moltiplicazione dei pani, ma non fanno mai a meno della libera collaborazione umana e anzi molto spesso non forzano nemmeno le leggi naturali.
Così Dio ha liberato il suo popolo dalle mani del faraone di Egitto che con tutta la sua potenza militare non ha potuto impedire l’esodo, ma non ha trasferito in volo su una nuvola il suo popolo dall’Egitto alla Palestina: lo ha condotto per quarant’anni nel deserto per educarlo, per insegnargli la fiducia nella prova.
Dio non ha fatto scendere il suo Figlio dal cielo come un uomo già formato e perfetto, ma lo ha fatto nascere dal grembo di Maria, alla quale ha chiesto prima il suo consenso.
Gli esempi biblici si potrebbero moltiplicare, ma preferisco prenderne uno dalla mia vita. Dopo che ho avuto l’incidente, ho chiesto a Dio di guarire e negli anni successivi sono andato più volte a Lourdes sperando in un miracolo che mi rimettesse in piedi. Nel frattempo, tante persone buone che mi vogliono bene si sono fatte in quattro per aiutarmi e mi hanno indicato la strada per riprendere la mia missione in una forma nuova, e ancora oggi mi sostengono e mi incoraggiano.
Dio non ha fatto la mia volontà: mi sta insegnando a fare la sua. Dio non ha fatto il miracolo spettacolare di rimettermi in piedi, ma riesce a farmi esercitare il ministero presbiterale nonostante limiti che mi sembravano insuperabili.
Nulla è impossibile a Dio. Là dove a noi sembra impossibile passare, Dio apre un sentiero, anche in mezzo al mare o nel deserto. Là dove tutto sembra finito, morto e sepolto, Dio apre cammini di risurrezione. Là dove ci sembra che ci sia solo sterilità, Dio fa nascere vita nuova. Tutto quel che ci è richiesto è la fede, cioè la fiducia in lui e la disponibilità a camminare anche se il sentiero non lo vediamo in anticipo.
Credo si possa dire che l’onnipotenza di Dio non si manifesta di solito con lo stravolgimento delle leggi naturali – anche se a volte i miracoli avvengono per trasmetterci un suo messaggio – ma realizzando i suoi disegni nonostante tutti gli ostacoli, apparentemente insuperabili. Perciò affidarci all’onnipotenza di Dio non significa cadere nel pensiero magico, ma credere che sarà possibile realizzare la sua volontà, anche se ci sembra impossibile.