Come sempre, alla fine dell’anno liturgico, la Chiesa ci propone la lettura dei brani evangelici che parlano della fine del mondo e della storia. Alla fine, il Signore Gesù ritornerà, questo mondo finirà e ne comincerà uno completamente nuovo, ma non sappiamo quando avverrà tutto questo.
Quando ero bambino/ragazzo solo i Testimoni di Geova erano convinti che la fine del mondo fosse ormai vicina, invece negli ultimi anni si stanno moltiplicando anche tra i cattolici quelli che ritengono ormai vicinissimo il ritorno del Signore. Si tratta soprattutto, o quasi esclusivamente, di tradizionalisti, alcuni dei quali identificano in Papa Francesco “l’abominio della desolazione” che sta “là dove non è lecito” (Mc 13,14): secondo loro il Papa attuale sarebbe addirittura l’anticristo che occupa il posto più santo (la sede di San Pietro) e sarà spazzato via dal Signore al suo ritorno.
Io posso capire che un Papa possa piacere o non piacere, che le sue posizioni si possano condividere o non condividere, ma che cosa spinge certe persone a vederlo addirittura come l’anticristo?
Innanzitutto ci sono alcuni in malafede. Ad esempio quelli che in Vaticano hanno visto sfumare le loro possibilità di carriera e hanno deciso di vendicarsi, oppure quelli che non condividono le posizioni politiche del Papa ma non si limitano a dissentire (cosa che sarebbe perfettamente lecita): per timore dell’influsso che può avere sui fedeli e per diminuire la sua influenza lo accusano di essere eretico, anche se chi lancia questa accusa magari non è neppure credente.
Questi avversari politici lo chiamano Bergoglio e danno spazio sui loro mezzi di informazione a tutte le voci del dissenso, distorcendo sistematicamente quello che il Papa ha detto o ha fatto.
Poi ci sono quelli – diciamo così – in buona fede, cioè sinceramente convinti che questo Papa sia eretico, cattivo, una rovina per la Chiesa. Vorrebbero essere buoni cattolici, ma si trovano in disaccordo con il Papa: come risolvere questo dilemma? La soluzione è che il Papa è un eretico, un impostore. Ma come è possibile che Dio permetta questo? È possibile perché è giunto il tempo della fine.
Spesso questi cattolici subiscono l’influenza dei mezzi di comunicazione ostili al Papa. Infatti quasi tutti tendono a usare mezzi di informazione che confermino le proprie idee: chi è di destra legge i giornali e ascolta le televisioni di destra, chi è di sinistra legge e ascolta le voci della sinistra. Chi legge e ascolta i media ostili al Papa ne subisce quasi inevitabilmente l’influsso.
Attaccare “Bergoglio”, come lo chiamano loro, non è facile: se lo seguissero giorno per giorno sul sito ufficiale del Vaticano sarebbe impossibile trovare le “prove” della sua eterodossia: per questo focalizzano l’attenzione su singoli episodi omettendo tutto il resto.
Per esempio quando, nel gennaio 2020, è stato strattonato da una signora e ha reagito dandole uno schiaffo sulla mano. In seguito ha chiesto anche scusa per aver perso la pazienza, ma questo non è bastato ai suoi detrattori. Certo che se basta uno schiaffo su una mano per diventare l’anticristo, allora gli anticristi sulla faccia della terra sono milioni, o forse miliardi.
Oppure quando se ne è uscito con una frase piuttosto infelice su quelli che “fanno figli come i conigli”: si riferiva alle giornate mondiali della famiglia organizzate in Vaticano che portavano sul palco come esempio per tutti famiglie con diciotto figli. La paternità e la maternità sono grandi valori, ma è proprio vero che si esercitano al meglio facendo il maggior numero di figli possibile?
Non ci sono altri criteri da prendere in considerazione?
Il Papa ha scelto di non farsi trasportare sulla sedia gestatoria e di non pronunciare solo discorsi ufficiali: questo avvicinamento alla gente lo espone a qualche scivolone. Ma è proprio un male?
Un caso un po’ più serio è stato quello della Pachamama. Durante il Sinodo straordinario dei vescovi sull’Amazzonia sono stati portati a Roma alcuni simboli delle culture amazzoniche e sono stati esposti in una mostra nella chiesa di Santa Maria in Traspontina, in via della Conciliazione.
Tra questi, anche delle statuette in legno raffiguranti una donna incinta: la Pachamama, ovvero la madre terra, che anticamente era una divinità Inca e lo è ancora per piccoli gruppi di persone in America Latina, mentre per la maggior parte dei latinoamericani, che sono cristiani, è solo la raffigurazione di “sora nostra matre terra”, come la chiamava San Francesco. La presenza di un simbolo pagano in una chiesa cristiana è stato interpretato addirittura come un atto di culto idolatrico. A rigor di logica ne dovrebbe conseguire che tutte le parrocchie in cui si tengono mercatini missionari hanno apostatato la fede e i missionari che dedicano la vita a inculturare il Vangelo sono tutti scomunicati.
L’inconsistenza delle accuse al Papa è fin troppo evidente. Papa Francesco può piacere o non piacere ma non è l’anticristo. Non sappiamo quando tornerà il Signore, ma se anche dovesse tornare presto speriamo che ci trovi uniti responsabilmente ai nostri pastori. Magari anche critici, se è necessario, ma uniti.