Colpa del coronavirus

 

Si dice che “l’uomo propone e Dio dispone” e forse bisognerebbe aggiungere che “l’autorità impone”, per il bene della collettività, ovviamente.

Non avrei mai creduto che nella mia vita mi sarebbe capitato di vedere quel che è successo in questi giorni, cioè il divieto di celebrare la Messa il mercoledì delle Ceneri e la prima domenica di Quaresima. Perfino in certi regimi dell’est Europa e dei Caraibi in un modo o nell’altro preti e fedeli si organizzavano per celebrare clandestinamente, correndo gravi pericoli. E come non ricordare gli eroici preti e religiosi che ai tempi della peste assistevano i malati correndo il rischio molto concreto di ammalarsi e morire essi stessi? Però a quei tempi non si sapeva cosa fossero virus e batteri.

Fino a quando la situazione non sarà chiarita e il contagio circoscritto, non è il caso di diffondere malattie, nemmeno per il buon motivo di partecipare alla preghiera comunitaria. Quindi, le attività del patronato riprenderanno solo se ci sarà dato il permesso dalle autorità. Anche il pranzo di solidarietà previsto per domenica 8 marzo potrebbe essere sostituito dalla distribuzione di viveri da asporto: vedremo il da farsi.

Attendiamo e preghiamo: questo non ce lo può impedire nessuno!

Passerà anche ‘sto coronavirus!

don Giorgio