Categorie a rischio

 

Tra le tante notizie di questi giorni, quasi tutte brutte, mi ha impressionato il fatto che la pandemia non è stata democratica, ma ha colpito alcune categorie di persone più di altre.

Innanzitutto gli anziani e quelli già malati che forse non si ammalano più degli altri, ma quando si ammalano, muoiono più facilmente degli altri. Il presidente Mattarella ha parlato giustamente della “decimazione della generazione più anziana, punto di riferimento per i più giovani”. Le famiglie che hanno parenti in casa di riposo non sono soltanto in apprensione per la loro salute, ma stanno anche vivendo il dramma di non poterli nemmeno confortare con una visita.

Poi ci sono gli operatori sanitari che in questi giorni vengono acclamati come eroi e che rispondo di essere soltanto persone che fanno il loro dovere. Le due cose in realtà coincidono: l’eroe è precisamente uno che fa il suo dovere quando la situazione è tale che gli converrebbe di mettersi al riparo con qualunque scusa. L’ammirazione per queste persone non ci distoglie da amare considerazioni su come è stata trattata in alcune regioni la sanità pubblica per favorire il profitto di alcuni privati. Comunque, che si ammalassero i medici e gli infermieri purtroppo era prevedibile.

Un po’ meno prevedibile era l’incidenza della pandemia su un’altra categoria, quella dei preti. Sono stati colpiti soprattutto quelli più anziani che abitavano in comunità, come gli altri anziani nelle case di riposo, ma anche quelli - e non sono pochi - che hanno continuato a visitare e ad assistere i malati. Qualcuno forse storcerà il naso pensando che - senza volere - hanno contribuito a diffondere il virus. D’altra parte qualcun altro in precedenza - distorcendo le parole del Papa - aveva accusato tutta la categoria di essere come Don Abbondio: in sostanza, una manica di vigliacchi.

I preti sono tanti (adesso un po’ meno) e ci sono sia i paurosi che i coraggiosi. Ma come si dice, e forse stavolta è proprio vero: “Sono sempre i migliori che se ne vanno per primi”.

don Giorgio

 

Riflessione di don Giorgio (sostitutiva dell'omelia domenicale della V^ domenica di quaresima)

Riflessione