Ancora sulla Fase 2

 

Carissime parrocchiane e carissimi parrocchiani,

mentre sto preparando, con qualche giorno di anticipo, il Pace a voi che leggerete domenica, non è ancora chiaro cosa potremo e cosa non potremo fare dal 4 maggio in poi. Di sicuro saranno rinviati i matrimoni che erano stati programmati per questo mese, le cresime e le prime comunioni che avremmo dovuto celebrare tra poco, i battesimi che erano stati preparati.

Non ho avuto notizie di decessi tra i nostri parrocchiani: spero che effettivamente le cose stiano così, perché forse l’aspetto più triste di questa pandemia è stata la morte in isolamento di tante persone che non hanno potuto avere il conforto dei loro parenti vicini a sé e nemmeno di ricevere i sacramenti per affrontare la morte, per non parlare dei funerali che non sono stati celebrati e che quindi non hanno potuto dare un minimo di conforto e consolazione a chi resta. Forse i camion militari che portano via le bare resteranno come l’immagine più emblematica di questa pandemia, come le carrette degli appestati del Seicento.

Però, come dicono tutti, ne usciremo un po’ alla volta e quindi dobbiamo prepararci a riprendere le nostre attività con quelle attenzioni in più che ci verranno richieste. Non potremo fare tutto e non lo potremo fare subito, e forse gli avvenimenti di queste settimane ci aiuteranno a concentrarci su poche cose essenziali, anziché farci rilanciare sulla via dell’attivismo a tutti i costi.

Chi lo sa? Forse sarà già un bel passo avanti scoprire che partecipare alla Messa di persona, e non solo alla televisione, non è un obbligo, ma un bisogno.

don Giorgio

Riflessione di don Giorgio (3^ domenica di Pasqua)

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