Presepio in zona rossa

 

Pur con tutto il rispetto per le tante persone che a causa di questa pandemia stanno soffrendo in diversi modi, consentitemi qualche battuta per alleggerire un po’ il clima pesante di questi giorni.

Se il presepio (che si sta allestendo in chiesa anche quest’anno) dovesse trovarsi in zona rossa, cosa accadrebbe?

Prima di tutto alla sacra famiglia non sarebbe stato possibile entrare in Giudea provenendo da un’altra regione (Galilea): il bambino avrebbe dovuto nascere a Nazareth. Ma anche supponendo che fossero riusciti a immigrare, gli altri personaggi del presepio avrebbero avuto difficoltà a raggiungerli: forse i pastori muniti di autocertificazione avrebbero potuto andare alla grotta, ma certamente non di notte a causa del coprifuoco. Magari di giorno, motivando lo spostamento con il loro lavoro di far pascolare il gregge… E comunque i re magi provenienti da un lontano paese orientale non avrebbero potuto passare la frontiera perché non motivati dal ricongiungimento familiare. Oppure avrebbero dovuto fare la quarantena e invece del 6 gennaio sarebbero arrivati in febbraio, tanto i loro sfarzosi costumi orientali non avrebbero sfigurato nel carnevale.

L’asino e il bue, muniti di mascherina, avrebbero dovuto posizionarsi a più di un metro di distanza dalla mangiatoia, ma in questo modo non avrebbero potuto scaldare il bambino. Gli angeli, solo loro, avrebbero continuato a presidiare la grotta: chissà che proteggano anche noi…

don Giorgio

 

Riflessione di don Giorgio (Cristo Re dell'universo)

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