L’asinello di Gesù

 

Da che mondo è mondo i popoli e i loro capi hanno sempre cercato di identificarsi con qualche animale che simboleggiasse la propria forza, come il toro o il leone. Meglio se era un predatore: i romani del tempo di Gesù non facevano eccezione e le loro legioni marciavano sotto le insegne della lupa e dell’aquila.

Gesù ha scelto diversamente: ha preferito identificarsi con l’agnello che viene sacrificato, con la gallina che raccoglie i pulcini sotto le sue ali e con l’asino che porta e sopporta i pesi degli altri.

Come a dire che la vera forza non è quella del leone che incute paura perché ruggisce e sbrana, ma quella di chi è mite e paziente, di chi lavora con fatica e perseveranza.

Buona Domenica delle Palme a tutti voi.

 don Giorgio