Solo un breve pensiero che cercherò di sviluppare stasera.
Per noi il Sabato santo è la vigilia di Pasqua: può darsi che attendiamo la festa nella gioia oppure con altri sentimenti, a seconda del momento, ma comunque sappiamo cosa succederà il giorno dopo. Per i discepoli di Gesù non è stato così: il sabato di quella festa di Pasqua lo vissero come la fine di tutto, la morte di ogni speranza che avevano riposto in Gesù. Vederlo morire, e morire in quel modo, non lasciava più spazio ad alcun futuro.
Invece Dio stava preparando per loro qualcosa di incredibile, di insperabile, di impensabile: la risurrezione di Gesù, il passaggio dalla morte alla vita, la liberazione dalla paura e dal peccato. Ma questo lo avrebbero scoperto solo il giorno dopo: durante quel sabato avranno pianto, avranno rimpianto gli anni sprecati dietro a quell’uomo che li aveva fatti sognare e poi li aveva delusi. Si saranno sentiti ingannati, e avranno ripensato alle parole e ai segni di Gesù rileggendoli in negativo, cercando i dettagli che avrebbero dovuto far loro dubitare di lui, come avevano detto tante volte gli avversari, quelli che contraddicevano il loro maestro.
Questo mi fa pensare a quei momenti che prima o poi capitano nella vita di ciascuno, in cui si resta profondamente delusi, senza speranze per il futuro e con lo sguardo inchiodato al passato, a quel che avrebbe potuto essere se avessimo fatto scelte diverse, se fossimo stati meno ingenui, se non ci fossimo fidati di chi poi ha tradito le sue promesse e le nostre speranze.
Ma nella notte, Dio può creare qualcosa di completamente nuovo, che non cambia il passato ma gli dà un significato diverso. Qualcosa che non soltanto adempie le nostre speranze, ma le supera. A noi è richiesto di perseverare nella fede, restando nel silenzio del Sabato santo che a volte non dura solo un giorno, ma un tempo lungo o perfino lunghissimo: verrà però il giorno di Dio, la risurrezione, la pienezza della vita.
Per noi, festeggiare la Pasqua significa non soltanto ricordare che Gesù risorse duemila anni fa, ma credere che la potenza di Dio è ancora all’opera e che richiamerà alla vita non soltanto i nostri corpi morti, ma anche tutti i buoni desideri e le belle speranze che li hanno abitati.
In questo Sabato santo, rimaniamo in preghiera nel silenzio, in comunione con tutti quelli che piangono e che dubitano o non sanno che Dio sta preparando per loro la pienezza della vita.