Risurrezione

 

Gesù è risorto, non è tornato in vita. C’è una bella differenza. Tornare in vita (come Lazzaro, per esempio) vorrebbe dire riprendere a vivere come prima, né più né meno. Stessa vita, stessi limiti, stessi bisogni, stessi problemi. Il Risorto invece vive una vita nuova, non più soggetta ai limiti e ai bisogni di prima: il suo corpo può entrare nel cenacolo anche se le porte sono sbarrate; può mangiare con i suoi amici per rassicurarli, ma potrebbe anche farne a meno; conserva i segni della passione, ma non gli fanno male…

Dopo due anni di pandemia e alcuni mesi di guerra c’è la possibilità che tra non molto si possa tornare alla vita di prima: molti ci sperano e si stanno dando da fare in questo senso. Tornare a lavorare a tempo pieno e divertirsi a tempo perso: riaprire le discoteche, riempire gli stadi e le spiagge, tornare a sorseggiare aperitivi in piazze di nuovo affollate… La vita di prima, perché no?

Ma se vogliamo, c’è un’altra possibilità: risorgere a vita nuova. Fare tesoro delle lezioni che abbiamo ricevuto e imparare a consumare meno e meglio, a rispettare di più il creato, a praticare la solidarietà, a ricercare la giustizia senza la quale la pace è impossibile… Risorgere o tornare alla vita di prima? Possiamo scegliere.

 don Giorgio

 

Riflessione di don Giorgio (Pasqua)

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