1° maggio

 

La festa del lavoro fu abolita in Italia dal regime fascista. Nella mia famiglia ricordiamo con una certa fierezza che il nonno, divenuto in seguito partigiano, ebbe il coraggio di sposarsi il 1º maggio proprio per poterlo festeggiare. Fu quasi l’unica volta in cui entrò in chiesa, perché era ateo, ma mia nonna non avrebbe mai accettato di sposarsi solo in municipio. Come a dire che nella vita si possono anche fare scelte rischiose e controcorrente per essere fedeli ai propri principi, ma per amore si può anche scendere a qualche compromesso. Comunque, quest’anno il 1º maggio cade di domenica: mi domando se i credenti decideranno di partecipare alla Messa o sceglieranno di festeggiare laicamente restandosene a casa. Vedremo. Ad ogni buon conto, io “lavorerò”: non si sa mai che un ateo decida di entrare in chiesa…

 don Giorgio

 

Riflessione di don Giorgio (3^ dom. di Pasqua)

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