Elezioni

 

Sono nato al tempo della prima Repubblica, al tempo in cui i parroci annoveravano tra i loro doveri quello di orientare il voto dei fedeli. Qualcuno, più spiritoso, suggeriva: «Non vi dico per chi votare, mi limito a raccomandare che il vostro voto sia democratico e cristiano» (questa i giovani faranno fatica a capirla). Altri tempi: don Camillo e Peppone appartengono alla storia e, benché simpatici, non è il caso di resuscitarli.

Domenica prossima saremo chiamati alle urne e i coordinamenti pastorali dei vicariati cittadini hanno preparato una lettera per ricordare a tutti il diritto/dovere di votare. Eccone alcuni stralci: «Siamo grati per quante e quanti in modo sincero e onesto si candidano a rendere un servizio prezioso a beneficio di tutti, mettendo da parte i propri interessi per la cura della “casa comune”. … La partecipazione attiva, dei singoli e delle comunità, è e deve restare il nutrimento necessario di una buona politica democratica, antidoto alle eventuali tentazioni di gestione scorretta del potere. Ci accorgiamo che la tentazione di rinunciare a tale diritto-dovere, coltivando sentimenti di disillusione e di presa di distanza, oppure di passiva indifferenza, è molto diffusa, ma questa tentazione non va assecondata. … Per questo è necessario votare, e votare informandosi, cercando di capire, di confrontare le proposte e le promesse, di valutarne la fattibilità e credibilità; anche vigilando, chiedendo conto, verificando alla fine quanto è stato realizzato. … La costruzione del bene comune esige scelte di partecipazione e d’inclusione, attraverso le quali possono essere favorite relazioni buone e costruito il senso della comunità».

 don Giorgio

 

Riflessione di don Giorgio (Pentecoste)

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